MAISON LAPONTE: DUE ANIME PER UN PROGETTO DI ABITI CONSAPEVOLI

Benedetta e Gianandrea non si sono incontrati per caso. Lei voleva un abito speciale per la sua laurea e una cara amica le fa conoscere lui, apprendista in sartoria. 
è stato un incontro folgorante.
Non solo tra due anime che si sono immediatamente riconosciute ma tra due creatività complementari e simbiotiche che si nutrono a vicenda di ispirazioni, riferimenti culturali, musica, poesia e vita.
Due personalità diverse, due sensibilità differenti: Benedetta Bertolini, toscana di nascita - con un nonno tappezziere e uno sarto che la ispirano alla creatività sul tessuto e sulla moda, oltre ai genitori che sono commercianti di moda nel livornese - ha una vocazione contemplativa, è la creatività pura che medita e visualizza. Non ama parlare, ha imparato a esprimere la sua creatività attraverso la pittura che ha studiato all'Accademia di Brera. L'ambiente accademico l'ha portata ad affrontare l'arte concettuale ma nel suo intimo non ha mai abbandonato il figurativo.
Appena terminati gli studi ha ripreso il pennello in mano. 
Gianandrea Sergi è lombardo, ha studiato design di moda e poi è andato a impararla a bottega a Torino in una sartoria maschile tradizionale, dove ha imparato la tecnica e la pratica del creare abiti da zero, dal cartamodello al manichino. Impara talmente bene che nel 2013 viene premiato in Cina per la sua perizia.
Benedetta intanto arriva da Miu Miu prima in boutique a Milano e poi in showroom come venditrice e la sua formazione nella moda acquista prospettive commerciali e si espande. Fa un corso di stampe e progettazione del tessuto a Como. 
Già il loro percorso è netto: lei torica, lui pratico. Lei progetta sulla carta sulle due dimensioni, lui costruisce a manichino.
L'idea della collezione parte da un concetto artistico che si concretizza in capi, strati come costruzioni intime. Coprono corpi che sono gli involucri delle anime.
Il corpo è rivestito non esaltato, le divise sono abbandonate, si sovvertono le regole di omologazione ordinaria.
Radicale nel distruggere le regole e ridiscutere il concetto creativo e le norme dell'abbigliamento uomo - donna. Lei copre, lui scopre, lei cela, lui svela, lei costruisce lui distrugge. Ma sono complementari e il processo creativo resta tra loro per arrivare a manifestare solo il risultato finale, discusso, provato e sentito nel quotidiano. Si completano e il progetto ha sia la forza del fare sia la forza del realizzarsi. Il loro concetto tradotto in sintesi e condiviso da entrambi è: "Togliti la divisa per indossare te stesso".